Riflessioni

Posted on: Wed 08-Feb-2012

Un referendum da ricordare

Consultazione referendaria del 25 e 26 giugno 2006 - Perchè il NO espresso dai Cittadini della Repubblica è importante.


Con il responso delle urne il Popolo italiano ha rifiutato il tentativo di scardinare l’unità e l’identità nazionale.
E' stato un NO importante, un no ragionato che non ha permesso l'affermazione di un modello di falso federalismo lontanissimo dal concetto ideale di Cattaneo che vedeva classi sociali e popolo uniti in una schietta solidarietà.
Nel legiferare sono mancate le larghe intese e la convergenza fra le forze politiche che sono il presupposto iniziale per modifiche di portata costituzionale; la mancata unità nella formulazione delle leggi fondamentali è il preludio della contrapposizione, della conflittualità fra Stato, Regioni e infine Cittadini.
Le Regioni sono un entità dello Stato e non una fucina per pulsioni separatiste.
Dunque quale risposta dare alla riforma che sancisce le competenze esclusive delle regioni in materia di tutela della salute, polizia locale, agricoltura, commercio, turismo e in parte anche dell’industria?
Il rifiuto di questa legge ribadisce la necessità di lasciare allo Stato e alle sue norme di legge, la definizione di "bene nazionale".
Il bene pubblico non è esclusiva di ogni "entità" è un tuttuno di principi, norme, regolamenti applicativi che tengono conto di valori e principi universalmente riconosciuti, in una nazione ma anche nel mondo.
Un valore dimenticato da qualcuno è la solidarietà nazionale!
Questo referendum fu il secondo appuntamento degli italiani con il voto per un referendum confermativo, dopo quello del 7 ottobre 2001 sulla riforma del Titolo V della Costituzione introdotta dalla legge costituzionale n.3 del 2001.
Per questo tipo di referendum, non prevede la necessità di raggiungere un quorum di votanti. Inoltre, non è possibile sottoporre al voto dei cittadini solo una parte della legge.
Il quesito recitava:
« Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente 'Modifiche alla Parte II della Costituzione' approvato dal Parlamento e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005? »
• Con la modifica si dava più potere al Primo Ministro
• Il Senato, destinato alla rappresentanza delle autonomie
regionali, non avrebbe voce negli affari politici di alto livello e non può né dare né revocare la fiducia al Primo Ministro
• Verrebbe tolto al Presidente della Repubblica il potere di sciogliere la Camera di sua iniziativa, potere che passa
al Primo Ministro
• il Governo sarebbe divenuto il mero esecutore della volontà del Primo Ministro poiché egli a suo insindacabile giudizio nomina e revocherebbe i ministri
• Avrebbe aumentato il controllo del potere politico sulla Corte Costituzionale



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