Riflessioni

Posted on: Wed 08-Feb-2012

La "Salute Solidale"

Le modifiche alla legge che regolamenta il Servizio Sanitario Nazionale nella rilettura dei diritti in fatto di sanità pubblica.


La regionalizzazione ovvero l'autonomia, rappresenta la giusta evoluzione del decentramento amministrativo e organizzativo nel quale si deve comprendere anche la sanità pubblica.
E già stato affermato e viene ribadita la funzione dello Stato nella realizzazione di quei principi e quei valori di solidarietà a cui tutti noi facciamo riferimento.
Lo Stato ha il preciso dovere di distribuire le potenzialità sanitarie in misura equa per far si che ci sia un riassorbimento delle differenze, e che cittadini uguali abbiano diritti sanitari uguali.
Ci si chiede se il diritto alla salute possa essere interpretato e lasciato alle decisioni di ogni entità, piccola o grande.
Un valore si accetta quando è dotato di correttivi intrinsechi che coniugano libertà della persona, solidarietà e uguglianza.
Questo pensiero ci porta inevitabilmente a verificare il fondamento di ogni normativa sanitaria o legge organizzativa che tocca il diritto alla salute e proporre al legislatore modalità univoche per l'applicazione dei principi.
L'esigenza si avverte maggiormente quando le scelte si scontrano con le disponibilità finanziarie; paradossalmente mentre la scienza e la tecnica offrono mezzi sempre più avanzati per la salvaguardia della salute, abbiamo sempre meno risorse da destinare al miglioramento dei servizi offerti.
Per concludere, lo Stato nel perseguimento del bene comune e in particolare del diritto alla salute e alla salvaguardia di questa, pone in essere tutti gli strumenti in suo potere per ridurre le disuguaglianze e permettere a ognuno di di usufruire di un servizio essenziale al più alto livello qualitativo possibile.
Il mantenimento delle strutture (questo vale anche per l'istruzione e altro) ha un costo che viene coperto mediante il sistema fiscale: si realizza così la redistribuzione del reddito che trova fondamento nella solidarietà.
Se una Regione, (intesa come entità amministrativa per l'utilizzazione al meglio delle risorse fornitegli) non può con i suoi soli mezzi fornire servizi di livello qualitativo ottimale, ecco che lo Stato se ne fa carico attraverso il sistema sanitario nazionale.
Poichè il servizio nazionale e finanziato dal prelievo fiscale che per sua organizzazione preleva maggiormente dalle regioni più fortunate, ecco che parte del reddito viene trasferito verso le regioni meno fortunate per aiutarle a fornire servizi qualitatimente uguali.
Il diritto alla salute e a cure mediche adeguate fa parte dei "diritti dell'uomo" concorrendo con i diritti politici e sociali, a tutelare la dignità umana.
Ci rendiamo conto che tutto ciò che ha a che fare con i valori e i sentimenti non può essere articolato secondo schemi aritmetici e di logica astratta, ma deve tener conto di esigenze presenti sul territorio nazionale, in un particolare momento storico e con queste trovare la giusta posizione di compromesso.




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