Riflessioni

Posted on: Fri 24-Feb-2012

Voli Low-Cost le incongruenze

I voli sono offerti a un prezzo allettante che raddoppierà al momento dell'acquisto. Abbiamo investito della cosa l'Unione Consumatori di Genzano di roma


Cara Adriana, ti presento un argomento che dovrebbe interessare l'Unione Consumatori per il carattere economico che ha a danno del consumatore. Più volte mi è capitato di comprare biglietti aerei "Low Cost" cercando fra le varie agenzie che si occupano di questo. Rilevo alcune incongruenze che mi permetto di elencare. Il prezzo proposto al momento della ricerca (con Internet) su una tratta nazionale e internazionale, dovrebbe essere quello indicato o variare poco, ma mi sembra che non è così. L'offerta che ti conviene e che viene scelta (tra l'altro ben pubblicizzata come l'offerta con il prezzo più basso), ti riserva non poche sorprese al momento di accettarla. Nel seguendo della prenotazione, varie voci vengono aggiunte, tutte legittime come il bagaglio (anche su questo farò un appunto), assicurazione, rinuncia, cambio data, ecc. il bello arriva quando si termina la trafila e ti fanno il conto. Il prezzo è quasi raddoppiato e anche più. Se per esempio, un biglietto pubblicizzato e proposto al costo di 75 euro alla fine costa quasi 135 euro. I costi che incidono maggiormente sono il bagaglio in stiva e i diritti per il pagamento con Carta di Credito. Ora mi domando come può costare, o meglio, far pagare la transazione con questo efficiente mezzo di pagamento 15 euro? Una transazione costa mediamente 1,50 Euro alla compagnia che accetta il pagamento con questo strumento, come mai chiedono dieci volte tanto? Andiamo al bagaglio: la valigia che il passeggero porta con se e che vuole stivare, deve avere un costo contenuto e una tariffa di favore, non può costare 20 kg, 25 euro! E' vero che ogni compagnia aera può applicare la tariffa che meglio crede, ma questa dovrebbe essere indicata al momento della pubblicizzazione dell'offerta, non farlo, o farlo al momento dela scelta dei servizi da aggiungere, è un proceimento scorretto e coercitivo. Il cambio data o nominativo del biglietto è un servizio che si può acquistare durante il percorso, non è corretto neanche questo, questa evenienza dovrebbe essere possibile dopo che l'acquisto del biglietti è fatto, a un prezzo concordato e forfettario. Comperare un tale servizio in anticipo è semplicemente un guadagno abusivo per l'agenzia poiché pochissimi di noi acquistano un biglietto aereo con l'incertezza della data di partenza. Mi è capitato di dover cambiare il nominativo di un biglietto, senza variazione di data e volo (non era ancora avvenuta la registrazione di Chek-in on-line), e questo operazione mi sarebbe costata l'80% del prezzo del biglietto da integrare al momento del cambio. Ora mi domando, qual'è la ragione di questo sovracarico di prezzo: le tasse aeroportuali, i diritti accessori che la compagnia aerea paga quando un passeggero si è imbarcato sull'aeromobile, erano già pagate e rimaste invariate, come mai costa così tanto per un passeggero che non è neanche salito a bordo? I diritti di cambio di nominativo dovrebbero, a mio avviso, incidere per un 5/10% sul costo del biglietto, per l'intervento dell'impiegato sul database informatico della registrazione dei biglietti. Ma non è così, incide per l'ammontare di cui ho fatto accenno prima!
Cara Adriana ti mando questa dissertazione sui biglietti aerei che merita di essere analizzata e studiata per una miglior tutela del consumatore.
Saluti Seve
Adriana Tognoni dell'Unione Consumatori di Genzano di roma



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