Pubblicazioni

Stampa la pagina

Matteo di Turo

La valorizzazione del Pantano di Sant'Egidio e la Via Sacra Langobardorum

Masseria Agropolis - Atti del convegno del 12/12/98 - Valorizzazione delle risorse e la pianificazione del territorio con un'area dedicata al recupero del Pantano di S. Egidio

 

Indirizzo di saluto

Il convegno su "La valorizzazione del Pantano di Sant'Egidio e la Via Sacra Langobardorum" - voluto dall'Amministrazione Comunale e organizzato

Ingrandisci l'immagineCopertina della pubblicazione

Copertina della pubblicazione

dall'Assessorato all'Urbanistica (Ufficio PRG - è denominato P.R.G. il Piano Regolatore Generale ed è esteso all'intero territorio comunale), dalle associazioni territoriali (ambientaliste e naturaliste) e dalle agenzie turistiche - ha come obiettivo la valorizzazione di una parte del territorio comunale capace di innescare meccanismi di riequilibrio attraverso un settore importante, in questa fase storica, qual'è il turismo religioso-ambientale-storico-culturale interconnesso alla struttura economica, sociale e politica del territorio comunale e dell'intero territorio della Capitanata.
I segni territoriali importanti sono: il pantano di Sant'Egidio e la Via Sacra Langobardorum.
La città di San Giovanni Rotondo con l'evento del "Grande Giubileo del 2000", che indica in San Giovanni Rotondo una delle mete di pellegrinaggio religioso per la presenza di Padre Pio prossimo alla beatificazione e alla santità, si trasforma, oggettivamente, in città santuario.
è nei processi strutturali di questo cambiamento che dobbiamo riflettere per un equilibrio territoriale in grado di recuperare risorse, ambiente, storia di un'area vasta, che va al di là dei confini comunali, che ha visto attraversare da secoli uomini e donne "per un viaggio che prefigurava quello della sua vita terrena: meta ultima, la salvazione". Pensiamo a ciò che stata la Via Sacra Langobardorum: un lungo, difficile percorso verso la grotta di San Michele Arcangelo che faceva parte integrante della catarsi: la sofferenza del viaggio, il dolore e l'affaticamento del corpo, la solitudine dello spirito erano integrante del pellegrinaggio.
Il grande Giubileo un momento non solo finanziario per l'approntamento delle strutture pubbliche e private per l'accoglienza dei pellegrini, ma è, soprattutto, un momento di conoscenza, di analisi, di progettualit di un territorio ricco di risorse, di storia, di cultura che può e che deve essere recuperato e riequilibrato attraverso un percorso sociale e politico in grado di costruire una memoria della "propria identità e del senso della direzione del proprio auto-sviluppo".
Crediamo che dalla costruzione della progettualità fondata sulle risorse vocazionali del territorio possibile passare alle proposte concrete che coinvolgeranno sia le istituzioni, sia la società civile, sia i soggetti politici.
Ai lavori del Convegno partecipano relatori appartenenti all'Università, agli Istituti di Ricerca, alle Istituzioni, alla Scuola, alla Chiesa, alla ricerca locale che certamente daranno il loro contributo per unire analisi, progettualità e concretezza territoriale.
A loro e a voi partecipanti un saluto di un buon lavoro e di una buona riflessione.
Il Sindaco Prof. Davide Pio FINI

Presentazione

La necessità di creare nuove frontiere senza limiti temporali e sociali diventa l'arma effimera di una società che non accetta l'altro perchè povero di iniziative.
La Ricerca di tutte le forme di assoluta capacità gestionale, al fine di recuperare la tradizione formale di una comunità incapace di progredire mediante le proprie forze, è lo stimolo per far decollare una realtà ricchissima di caratteristiche intrinseche d'inestimabile valore.
L'Assessorato all'Urbanistica e l'Amministrazione tutta hanno sempre cercato di coniugare la necessità di far riemergere la zona a est del paese con le esigenze della collettività.
II convegno di studi, organizzato dall'Assessorato all'Urbanistica e dall'Ufficio PRG, che mi accingo a presentare, è il primo tassello di un mosaico da realizzare assieme a tutte le forze esistenti sul territorio. L'impegno del sottoscritto va in una sola direzione: far decollare turisticamente l'area ad est del nostro comune.
La zona del lago di pantano con la Via Francesca è alla pari con le aree ricadenti nella zona Internazionale (Cappuccini) sotto l'aspetto caratteriale turistico; la prima contiene al suo interno potenzialit ambientali, naturali, storiche, ecc. da confezionare, nel rispetto dei valori esistenti, per un turista che non ama soltanto i luoghi sacri; l'altra a dichiarata vocazione religiosa. Quindi occorre continuare, anche dopo il convegno di studi, a proporre un turismo alternativo che fonda le sue radici in questa area, rivalutando e recuperando gli aspetti fisici, ma anche quelli formali, al fine di spostare l'asse turistico verso est senza la creazione di una zona Cappuccini due.
Il convegno è il primo passo di un lungo percorso che porti l'intera area verso un turismo sempre pi numeroso e ricco culturalmente senza trasformismi o creazioni irreali di insediamenti speculativi.

Ritrovamenti archeologici

Ritrovamenti archeologici

Prima di presentare brevemente il convegno voglio ringraziare tutti coloro che hanno, mediante il proprio contributo, fattivamente collaborato alla realizzazione dello stesso; ringrazio quindi le Associazioni territoriali (Archeoclub d'Italia, Agesci, Lega Ambiente, Medicina Democratica e Speleoclub), le agenzie del turismo (Albatros, Artecotur, Il Capriolo e Prenoservice) e i vari enti che hanno patrocinato l'iniziativa (Ministero dell'Ambiente, Amm. Provinciale, Comunità Montana del Gargano, Parco Nazionale del Gargano, Consorzio via Sacra del Gargano e Comune di S. Giovanni Rotondo); ringrazio, infine, l'urbanista Luigi Longo per l'impegno profuso nell'organizzare e coordinare le iniziative del convegno e la preparazione di questi atti.
Il convegno di studi è stato suddiviso in quattro settori principali: il primo dedicato alla valorizzazione delle risorse e la pianificazione del territorio con un'area dedicata al recupero del Pantano di S. Egidio; il secondo alla Via Francesca o Via Sacra Langobardorum fra appunti di storia e storia religiosa; il terzo è dedicato alla memoria sociale come ripristino di un segno territoriale, partendo da una Via Sacra vista dagli studenti alla valorizzazione e recupero della via Francigena; il quarto dedicato al turismo religioso e territoriale, con all'interno autosviluppo, valorizzazione delle risorse e aspetti naturalistici.
All'interno dei diversi settori vi sono molti elementi tecnici e non illustrati con supporti di diversa natura, dai lucidi alle diapositive. Nella seconda parte (zona finale) ci sarà una tavola rotonda con gli amministratori locali per discutere, assieme al pubblico, di un aspetto molto importante per lo sviluppo dell'intera area: il ruolo delle istituzioni territoriali all'interno dello sviluppo locale. Ringrazio, in conclusione, tutti coloro che hanno partecipato al convegno, sia in veste diretta che indiretta, ringrazio coloro, che hanno partecipato in veste di pubblico, e chiudo con un augurio: le riflessioni, le cronistorie, le analisi che sono state fatte all'interno del convegno siano realmente la base per la nascita di un'area turistica denominata "Pantano" senza stravolgere le ricchezze esistenti e mantenendo intatto il ricordo della storia.
L'Assessore all'Urbanistica Ing. Nicola Squarcella

 
Un estratto dagli argomenti trattati: pag. 31
LA GEOLOGIA DEL PANTANO DI S. EGIDIO
Michele Morsilli
Cenni geologici sul Prontorio del Gargano
Introduzione

Descrivere la geologia di un'area ristretta, come quella del Pantano di S. Egidio, non un compito facile quando si vuole raggiungere un pubblico che ha poca dimestichezza con le Scienze della Terra e con la complessa struttura del Promontorio del Gargano. In questa breve nota, in parte ripresa da un studio generale sulla fattibilit del ripristino dell'antico Lago di S. Egidio commissionato da Legambiente di S. Giovanni Rotondo nel 1996, cercher di semplificare il pi possibile sia i vari termini scientifici che soprattutto i vari concetti che permettono di inquadrare la storia geologica del Gargano e in particolare quella del Pantano di S. Egidio, mentre per i miei colleghi le numerose citazioni bibliografiche aggiornate al 1998 possono rappresentare lo strumento di approfondimento per i settori di loro interesse.

Ingrandisci l'immagineRicostruzione paleogeografica dell'Italia meridionale durante il Mesozoico

Ricostruzione paleogeografica dell'Italia meridionale durante il Mesozoico (le aree grigie rappresentano i bacini, mentre le aree mattonate rappresentano le piattaforme carbonatiche). Modificato da Zappaterra 1990.

Le rocce rappresentano per noi geologi una sorta di nastro magnetico dove sono registrate numerose informazioni sulla storia di una determinata regione. Ma, molto spesso, il "nastro magnetico" non completo oppure molto disturbato e questo complica notevolmente il nostro lavoro e ci costringe a fornire delle interpretazioni pi o meno plausibili sulla base dei dati a disposizione. La storia del Gargano stata ricostruita proprio in questa maniera utilizzando i vari affioramenti rocciosi e decifrando il loro contenuto.
Per illustrare la storia geologica di una regione bisogna fare un viaggio indietro nel tempo per poter ricostruire a ritroso le varie vicissitudini che ha subito durante la sua esistenza.
Quello che osserviamo oggi con i nostri occhi girando per il Gargano il prodotto di tr fasi principali quali la formazione delle rocce che lo costituiscono, il loro sollevamento e il successivo modellamento superficiale.

La formazione delle rocce garganiche
Come accennato prima, il nostro viaggio nel tempo inizia circa 160 milioni di anni fa (Ma) nel periodo Giurassico, quando si sono depositate le rocce pi antiche che oggi sono visibili in affioramento. Informazioni su rocce ancora pi antiche di queste provengono dai pozzi esplorativi per la ricerca di idrocarburi (Agip, Conoco) effettuati negli ultimi decenni in varie parti del Gargano (Morsilli, 1998) e da un piccolo affioramento, ormai famoso in tutto il mondo, visibile (ancora per poco) alla Punta delle Pietre Nere, nei pressi di Marina di Lesina (Bigazzi et al., 1996).

La geografia giurassica, o meglio la paleogeografia dell'area in cui si depositavano i sedimenti che oggi costituiscono le rocce garganiche era molto diversa da quella attuale. Infatti, non esisteva quasi niente di quello che vediamo attualmente, non c'era la catena appenninica, il Tavoliere delle Puglie, le Murge, la catena dinarica ecc.
Tutta l'area oggi occupata dall'Italia meridionale era un susseguirsi di aree di mare poco profondo, in cui si depositavano sabbie e fanghi carbonatici spesso bordati da scogliere coralline, chiamate dai geologi piattaforme carbonatiche (nel nostro caso la Piattaforma Apula), separate da stretti e a volte profondi bracci di mare denominati bacini (Fig. 1) (D'Argenio, 1970;. Zappaterra, 1990, 1994).

Ingrandisci l'immaginePaleografia del Gargano durante il Mesozoico

Paleografia del Gargano durante il Mesozoico
1) aree lagunari; 2) dune subacquee oolitiche; 3) scogliera corallina; 4) area di scarpata e di bacino; 5) faglie principali (faglia di Mattinata). Da Morsilli & Bosellini. 1997.

Oltre alla conformazione geografica completamente differente da quella odierna anche la latitudine e quindi le condizioni climatiche erano molto diverse. Infatti, in alcune zone del Gargano la presenza di rocce che contengono al loro interno fossili di Coralli indicano
Che Questi sono vissuti in un clima tropicale e non sicuramente alle attuali latitudini cui si trova attualmente il nostro promontorio. Queste condizioni climatiche e paleogeografiche (piattaforme e bacini) persistono per tutto il periodo compreso tra il Giurassico e l'Eocene (da 160 Ma fino a 40 Ma) e solo in parte durante il Miocene (circa 15 Ma).
Per avere un'idea di come poteva essere l'area garganica insieme al resto dell'Italia meridionale durante quel periodo possiamo immaginarci di viaggiare fino alle Isole Bahamas e proprio qui ritroviamo tutti quegli ambienti spiagge isolotti, lagune, piane di marea scogliere coralline aree di mare profondo ecc. in cui si sono depositate la maggior parte delle rocce garganiche.
Sicuramente, per molti sarebbe preferibile ritrovarsi in un paradiso tropicale caraibico, ma dovremmo rinunciare a quella miriade di scorci incantevoli che ci riserva l'attuale Gargano. I sedimenti che oggi costituiscono le rocce garganiche si sono depositati in vari ambienti deposizionali che possono essere schematizzati in questo modo (Fig. 2):

1 - piana di marea e [...]

Il modellamento superficiale del Gargano
Per concludere questo quadro generale del promontorio garganico bisogna considerare l'ultimo meccanismo responsabile della conformazione morfologica attuale del Gargano, cioè l'azione di modellamento delle acque superficiali e sotterranee unitamente ai fattori climatici, conosciuti con il termine di agenti esogeni. Questi agenti hanno iniziato ad operare, come accennato prima, in concomitanza con il sollevamento dell'area e hanno continuato il loro incessante lavorio fino ad oggi donandoci l'enorme varietà di paesaggi e morfologie che fanno del Gargano un ambiente unico nel suo genere; dai campi incarsiti e costellati di centinaia di doline ai ripidi e scoscesi valloni orientali.
Ma il risultato di questi "scultori', dipende anche dal materiale a loro disposizione e quindi dalle rocce sottostanti e dalle strutture tettoniche ereditate dalla fase di sollevamento.
In alcune zone garganiche, come i pianori esistenti nella parte meridionale, anche l'azione di abrasione marina ha influito sulla conformazione morfologica di quest'area.
Osservando le [..] (vedi Fig. 2).


La Geologia del Pantano di S. Egidio


Cenni storici sul Lago di S. Egidio
Le notizie storiche esistenti sull'area del Pantano di S. Egidio, ci permettono di ricostruire la "storia fisica" degli ultimi due secoli e di documentare come questa enorme conca fosse occupata da un esteso specchio lacustre, sottoposto a numerosi cicli di svuotamento e riempimento in cui la mano dell'uomo spesso ha avuto un ruolo determinante.
Il lago di S. Egidio, come riporta fedelmente il naturalista Padre Manicone agli inizi del secolo scorso nella sua enciclopedica opera (La Fisica Appula, 1808), era di 3 miglia di circonferenza, lungo 1 miglio e profondo 7 palmi e riceveva acqua dalle sorgenti della Valle di S. Nicola e da altre scaturigini presenti in altre valli. Inoltre, lo stesso autore riporta che in un luogo del lago le acque giravano in vortice e da una sotterranea apertura erano ingoiate, per cui questo si disseccava agevolmente e quindi verso il principio del secolo scorso si chiuse con dei muri l'antro sotterraneo [...]

Continua
 

SOMMARIO

Indirizzo di saluto
Davide Fini - Sindaco di San Giovanni Rotondo. pag. 5
Presentazione
Nicola Squarcella - Assessore all'Urbanistica di San Giovarmi Rotondo. pag. 7.
La valorizzazione delle risorse e la pianificazione del territorio. pag. 13
La pianificazione del territorio: una riflessione critica, di Luigi Longo - Ufficio PRG. - S. Giovanni Rotondo pag. 15
Il nuovo PRG tra squilibri ed equilibri territoriali di Vincenzo Donato - Dipartimento di Progettazione dell'Architettura - Politecnico di Milano. pag. 23
Il recupero parziale del Pantano di Sant'Egidio. pag. 29
La geologia dell'area del Pantano di Sant'Egidio, di Michele Morsilli - Università di Ferrara. pag. 31
Considerazioni idrobiologiche dell'area del Pantano di Sant'Egidio, di Lino Trotta, Istituto per lo studio degli ecosistemi costieri -CNR- Lesina. pag. 51
Gli aspetti forestali e idrologici dell'area del Pantano di Sant'Egidio, di Giovanni Russo - Dottore di ricerca in assestamento forestale. pag. 57
La Via Sacra Langobardorum. pag. 75
Lettura storica del territorio, di Salvatore Antonio Grifo - Storico - Membro ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia. pag. 77
Appunti di frequentazione del territorio di San Giovanni Rotondo dalla preistoria al primo medioevo, di Armando Gravina - Collaboratore cattedra di Paleontologia Università di Roma "La Sapienza ". pag. 81
Appunti di storia su due luoghi della Via Sacra Langobardorum: l'ex Casale di Sant'Egidio e l'ex Convento di San Nicola, di Pasquale Corsi - Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali - Università degli Studi di Bari. pag. 123
I luoghi della Via Sacra Langobardorum. Cenni di storia religiosa, di Padre Mario Villani - Convento San Matteo - San Marco in Lamis. pag. 139
La memoria sociale come ripristino di un segno territoriale. pag. 147
Perchè la scuola al convegno, di Anna Massimelli - Docente I.T.C. - San. Giovanni Rotondo. pag. 149
La Via Sacra Langobardorum, Studenti ITC di San Giovanni Rotondo pag. 151
Il Casale di Sant'Egidio del Prato di Pantano, di Mara Ciuffreda e Cornelia Mazzamurro - Studentesse I.T.G. "Euclide" di Manfredonia. pag. 155
L'auto-sviluppo locale e l'uso del territorio. pag. 159
Alcune questioni di auto-sviluppo locale, di Cesare Donnhauser - Comitato Tecnico Scientifico del Ministero dell'Ambiente. pag. 161
Valorizzazione turistica e recupero dell'antico percorso della Via Francigena: un'analogia a mo' di riflessione, di Gabriele Armoni - Dirigente Servizi Turismo - Amministrazione Provinciale di Parma. pag. 163
Turismo, valorizzazione delle risorse, salvaguardia del territorio, di Gianfranco Pazienza Esperto di Sviluppo locale. pag. 169
Ruolo delle Istituzioni territoriali all'interno dello sviluppo locale. pag. 181
Lo sviluppo sostenibile, di Ciro Pignatelli - Rappresentante del Ministero dell'Ambiente.pag. 183
II territorio dell'eco-sostenibilità, di Nicola Martino Consigliere Parco Nazionale del Gargano. pag. 189
Lo sviluppo territoriale di un'area vasta di Matteo Urbano Assessore alle Attività Produttive della Comunità Montana del Gargano. pag. 195
II consorzio della "Via Sacra del Gargano": uno strumento di sviluppo e di crescita territoriale, di Giuseppe Siena - Presidente del consorzio "Via Sacra del Gargano". pag. 199

Garganonet  Piazza delle Rose, 3 71043 Manfredonia (Foggia) Italia  

 

Contattaci